Imprimitura tavole per pittura a olio?
Ciao a tutti, il metodo che uso ora per l'imprimitura di tavole per la pittura ad olio è incollare con del Vinavil della sabbia fine sulla tavola, per poi stenderci quando asciuga dello stucco aiutato da una spatola. Il risultato è una superficie ruvida che soddisfa i requisiti. Mi piacerebbe però testare altri metodi, potete aiutarmi?
Fonte: YahooAnswers - nei commenti sottostanti potete trovare le risposte più pertinenti al quesito
Pubblicato il: 09/06/2010 | Categoria: Domande e Curiosità | Tag: imprimitura, pittura ad olio | 5 Commenti »

quarda io nn me ne intendo sulla preparazione della tavola… xò dato ke ho un pò di contatti ke potrebbero risponderti t accendo una stellina.. ciao ciao!!
nn lo so
Le preparazioni per l’imprimitura delle tavole sono tantissime, e presuppongono l’utilizzo di una colla e di gesso. Tra i vari tipi di colle è preferibile quella di coniglio, escludendo quella d’ossa che è troppo forte, ed anche sulle tavole tende a screpolare, a meno che non sia purissima. La purezza della colla d’osso la si nota dal colore: quelle troppo scure sono da evitare per le belle arti, mentre possono essere tranquillamente usate per lavori di falegnameria. Un alternativa molto vantaggiosa, come dicevo, è la colla di coniglio, più morbida, più elastica ed anche più adatta a sopportare piccoli errori di percentuale nella mescolanza col gesso. Anche il rapporto colla/acqua ha una grande importanza; nelle mestiche a base di gesso, infatti, una densità eccessiva provoca tensioni che possono degenerare in screpolature, mentre una densità scarsa formerà uno strato fragile, eccessivamente assorbente e tendente alla sfarinatura.
Bisogna ora notare che la classica imprimitura a colla e gesso è sempre stata considerata l’ideale per la tempera ma, magari con aggiunta di un olio seccativo (lino, papavero o noce), è eccellente anche per la classica tecnica ad olio. Il motivo è semplice: nella pittura ad olio, a meno che l’imprimitura non contenga una quantità abnorme di colla, il gesso tenderà ad assorbire il legante del colore (in genere olio di lino), e subirà un progressivo ingiallimento, che rifletterà male la luce attraverso la superficie dipinta, facendo perdere brillantezza, luminosità e smalto ai colori.
Prepara l’imprimitura così:
- metti a bagno, in un vasetto di vetro, la colla di coniglio in grani per 24 ore (come si fa con i legumi) avendo cura di avere la stessa quantità di acqua e colla come volume;
- dopo 24 ore i grani di colla saranno gonfi. Prendi il vasetto di vetro e mettilo in una pentola piena d’acqua, in modo da poter scaldare la colla a bagnomaria. Mi raccomando, la colla non deve bollire, ma solo scaldarsi il più possibile, altrimenti se bolle si guasta e devi buttarla via;
- mescola con una bacchetta (o con un cucchiaio, o con ciò che ti pare) la colla mentre si scalda, fino a quando non sarà ben sciolta. Noterai che tira fuori un odore abbastanza sgradevole, se necessario usa una mascherina.
I passaggi di cui sopra, possono essere saltati se riesci a trovare la colla di coniglio già pronta (guarda sul sito di Zecchi-Firenze, http://www.zecchi.it). Continuiamo.
- Versa la colla calda in un recipiente più capiente, e sempre tenendo il tutto a bagnomaria aggiungi una quantità uguale (come volume) di gesso da doratore o altro gesso, possibilmente evitando il cosiddetto gesso marcio o il gesso caolino (che screpolano troppo facilmente);
- continua a mescolare fino a quando il gesso e la colla si saranno perfettamente amalgamati;
- aggiungi un mezzo cucchiaino di miele chiaro (o glicerolo, che puoi trovare in farmacia) e continua a mescolare, sempre tenendo il recipiente a bagnomaria;
- se a questo punto l’imprimitura è troppo densa, diluiscila con acqua fino ad ottenere una consistenza abbastanza liquida, in modo da poterla stendere agevolmente (è meglio dare 3 mani sottili di imprimitura che una singola mano spessa);
- se necessario, a questo punto, e sempre a caldo, aggiungi poche gocce di olio di lino, o altro olio essiccativo, in modo da rendere l’imprimitura più elastica (su tavola non è necessario, ma su tela si). Continua a mescolare bene fino a quando tutto il miscuglio sarà omogeneo;
- se vuoi un’imprimitura molto bianca e coprente aggiungi un cucchiaio di bianco di titanio in polvere, sempre mescolando di continuo;
- stendi l’imprimitura, sempre molto calda, sulla tavola.
Puoi stendere da 2 a 5 mani di imprimitura, a distanza di qualche ora l’una dall’altra, secondo i tuoi gusti e le tue esigenze pittoriche.
Se necessario puoi aggiungere polvere di marmo, di alabastro o sabbia, per ottenere la superficie ruvida che ti piace tanto, avendo l’accortezza di aggiungere un pò di colla (per non rompere eccessivamente l’equilibrio legante/riempitivo).
Buon lavoro.
io spesso utilizzo pezzi dicotone facendo l-imprimitura semplicente con acqua e colla,viene durissima e molto adatta per dipingerci su
7 mani di colla di coniglio: sciolta a bagno maria (è puzzolentissima) ogni mano devi passarla quando la precedente è asciutta, l’ultima ed ottava mano deve essere 30% gesso bianco di bologna e 70% di colla di coniglio, oppure anche 30% gesso 20 % bolo rosso 50% colla di coniglio (più adatta per la doratura a foglia oro) la preparazione è ottima anche su tela che diventa rigida come un tamburo e ci puoi suonare…